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T.A.C.
I vincitori del Premio Transiti ad Oriente

La giuria del Premio Transiti a Oriente esprime anzitutto la propria soddisfazione nel constatare con quanta consapevolezza e attenzione alle implicazioni storiche la gran parte dei racconti in concorso ha affrontato i temi proposti. Nonostante la specificità dell'ambito narrativo proposto dal bando, i testi pervenuti esprimono un ampio spettro di approcci, linguaggi e sensibilità. La giuria ha altresì ritenuto di dover scegliere i racconti che meglio coniugassero le esigenze di sviluppo del tema con l'espressività letteraria, evidenziando in questo senso l'autonomia artistica delle opere prescelte. Rimasta positivamente sorpresa dalla nitida freschezza compositiva dimostrata dai partecipanti alla sezione riservata agli studenti delle scuole superiori pugliesi, la giuria ha stabilito di premiare tre testi:

  • Terza classificata, Serena Marrano con il racconto “Un uomo come noi” dove, con felice semplicità di stile, l'autrice si immedesima in un personaggio maschile mettendo in scena una storia di complicità adolescenziale e sentimentale caratterizzata da una capacità narrativa di forte impatto emotivo.

  • Seconda classificata, Mara Capotosto, con il racconto “Vi porto una luce”, per aver ripercorso con spiccata originalità la vicenda della comunità di San Nicandro restituendo vividamente il lato mitologico, non disgiunto da quello umano, della conversione all'ebraismo avvenuta negli anni trenta.

  • Prima classificata, Giulia D'Addario, con il racconto “Un giorno di scuola”, per aver trasfigurato, con stile forte e maturo, il proprio ambiente di età e di vita nella descrizione di un personaggio maschile e di una vicenda crudele che, mantenendosi fedele alla realtà storica, riesce a trasformarla e a riscattarla in un finale di sapore gotico.


Nella sezione libera, la Giuria ha ritenuto opportuno, oltre ad assegnare il premio, di segnalare una seconda opera meritevole di attenzione

  • “Una lettera d'addio” di Filppo Petrucci viene pertanto segnalato per la sua peculiarità formale e per la sensibilità culturale che grazie ad essa si esprime. L'autore sceglie infatti la forma di una lunga lettera scritta agli inizi XVI secolo per restituire, con prosa affascinante e rigorosa, le radici di un incontro-scontro tra culture e identità religiose destinato a riproporsi nel corso dei secoli.

  • La giuria decide di assegnare il premio Transiti a Oriente al racconto “Storia di due fratelli” di Armando Pirozzi, per la maturità di espressione e di visione utilizzate nel rielaborare due storie di origine biblica nel contesto della vicenda di San Nicandro, mantenendo una forte personalità creativa, stilistica e compositiva. Il nodo tragico che innerva la trama viene restituito grazie a una linea narrativa caratterizzata da crudezza e suspence, che coivolge il lettore ben al di là dei sottotesti mitici che ispirano il racconto.